GUSTO SACCENSE:
U DIZZIUNARIU DU SAPURI

"Il dizionario del sapore"

Ogni parola racconta una storia.
Nel dialetto saccense, i nomi dei cibi, degli utensili e delle tradizioni custodiscono secoli di cultura e identità.

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"Arriminari"

verbo siciliano

Dal latino volgare e influenzato dallo spagnolo remenar, "muovere, mescolare".

Significato:
Mescolare, rimestare, girare con cura. Nella cucina siciliana indica il gesto paziente di unire gli ingredienti affinché il sapore prenda vita.

«Arrimina a pasta ca s'attacca.»

Parola che racconta il movimento delle mani nella cucina delle nostre nonne.

"Pignata"

sostantivo femminile

Deriva dallo spagnolo piñata o dal latino medievale pīneāta, che significa "a forma di pigna".

Significato:
La pentola di terracotta, simbolo delle cotture lente e dei sapori che hanno bisogno di tempo. Storicamente usato per cuocere grandi pietanze direttamente sul fuoco

«A pignata voli tempu e focu lentu.»
(La pignata vuole tempo e fuoco lento.)

"Pigghiari la via di l'acitu"

modo di dire siciliano

"Prendere la via dell’aceto"

Significato:
Per indicare una persona che peggiora nel proprio comportamento e si abbandona alla vie dei vizi, come il vino inzia a guastarsi e prende il gusto acido dell'aceto.

"Conzala comu vo, sempre cucuzza è"

proverbio siciliano

ha radici profonde nella vita quotidiana e nelle tradizioni dell’isola. La zucchina, o “cucuzza” in siciliano, è un ortaggio molto comune nelle cucine siciliane, simbolo di semplicità.

Significato:
È un modo colorito per dire che, alla fine, non possiamo cambiare la natura delle cose o delle persone. Questo detto viene spesso utilizzato in contesti in cui si cerca di migliorare o abbellire qualcosa di ordinario o di poco valore, ma senza riuscire a cambiarne la natura intrinseca


Quando si cerca di migliorare il comportamento di una persona senza successo si può dire che “Conzala comu vo, sempre cucuzza è” per indicare che quella persona non cambierà mai realmente.

Porto di Sciacca