GUSTO SACCENSE:
DI MARI E DI TERRA
"Del mare e della terra"
Pane cunzatu
"Pane cunzatu" significa letteralmente "pane condito". In origine veniva arricchito con i pochi ingredienti che si avevano a disposizione in casa per dare vita a un pasto economico e nutriente. Chiamato anche “pane disgraziato” proprio per le sue umili origini.
A Sciacca è un rito quotidiano, è il gesto di chi torna dal mare o dai campi, apre il pane caldo e lo condisce con ciò che la terra e il mare offrono: olio d’oliva, pomodoro, origano e acciughe.
Pasta con le sarde
Questo piatto unico nasce dall’incontro perfetto degli ingredienti freschi e tipici della regione.
La pasta con le sarde nasce dall'unione di pasta, finocchietto, pinoli, olio d'oliva, pangrattato abbrustolito,uva passa, acchiughe, cipolle e sarde fresche.
Sarde a Beccafico
Il nome del piatto "sarde a beccafico" deriva dai beccafichi, uccelli della famiglia dei Silvidi (appartenenti alla famiglia dei passeriformi).
In passato i nobili siciliani potevano permettersi di andare a caccia di beccafichi, proprio per questo
il piatto veniva considerato un bene di lusso che non tutti riuscivano a pemmettersi.
I contadini siciliani ripiegarono quindi sulle materie prime che potevano permettersi, ovvero le sarde.
Nella variante locale tipica di Sciacca, rinomata per la qualità del suo pesce azzurro, la pietanza viene realizzata farcendo il pesce azzurro con pangrattato, uvetta, pinoli, erbe aromatiche. Le varianti propongono l'esaltazione del piatto con la cottura al forno o fritto.
Ova Murina
L'ova murina,considerata la "versione estiva del cannolo", è profondamente radicata nella cultura e nella tradizione locale di Sciacca.
Secondo la tradizione, intorno al XVII secolo, durante il periodo estivo a causa delle alte temperature e della mancanza di strumenti
adeguati alla conservazione, la produzione di ricotta ebbe dei rallementamenti significanti.
Le monache di clausura della Badia Grande, che in quel periodo erano impossibilatate a produrre il classico cannolo siciliano, idearono quella che oggi viene chiamata "ova murina".
Il dolce inizialmente venne chiamato "ova ra Bata Ranni" (Uova della Badia Grande), il nome sembra che derivi dal suo aspetto:
l'esterno scuro e l'interno bianco che ricorda il colore del pesce murena.
Le monache di clausura idearono l'ova murina sostituendo la scorza del classico cannolo siciliano con una crêpe
arricchita di cacao e caffè, in mancanza di ricotta crearono un nuovo ripieno di crema di latte e zuccata, ovvero la zucca candita.
Oggi la pietanza viene riconosciuta come simbolo del patrimonio gastronomico di Sciacca.