GUSTO SACCENSE:
U SALUTU FINALI...
"Il saluto finale..."
"T’amu pirchì si bedda, Sciacca mia, pi ssa luci chi manna lu to’ mari. pirchì mi rigalasti la puisia ccu lu travaghiu di sti marinari."
"Ti amo perchè sei bella, Sciacca mia, per questa luce che manda il tuo mare. Perchè mi hai regalato la poesia con il lavoro di questi marinari."
Il poeta del mare
Vincenzo Licata è stato definito "il poeta del mare" per la sua varietà di poesie scritte in dialetto saccense.
I messaggi trasmessi nelle sue poesie risaltano i paesaggi, la vita quotidiana e la cultura del suo paese di nascita, Sciacca.
Vincenzo Licata nelle sue opere denuncia i problemi della società come la corruzione e la crisi dei valori del suo tempo,
affermando che la scuola debba riassumere il proprio valore di educatrice.
Il poeta del mare nacque il 21 giugno del 1906 a Sciacca, dove morì successivamente il 26 gennaio 1996.
Molti lo ricordano per il suo volto unico e caratteristo, che lui stesso definiva "uno scoglio",segnato dalle rughe
che gli avevano marcato il volto già in giovane età.
Licata lo definì un "dono" che il mare ha voluto imprimergli nel volto per ricambiare la passione e l'amore del poeta.
"E poi... chi ci amu a fari... Na vota chi semu no ballu am' a ballari, Nascemu chiancennu, chiancennu, beatu cu mori rirennu, si rici ci voli curaggiu sapennu che è tuttu un passaggiu."
"E poi... che possiamo fare.... Oramai che siamo nel ballo dobbiamo ballare, Nasciamo piangendo, piangendo, beato chi muore ridendo, si dice ci vuole coraggio sapendo che è tutto un passaggio."
Ivan Segreto
Ivan Segreto è un cantautore saccense e pianista che esordì con l'album "Porta Vagnu".
Questo album viene promosso principalmente dalla canzone "Porta Vagnu" di cui il disco prende il nome.
Il pezzo venne scritto dallo zio di Ivan Segreto, Antonino Bilello detto "Nuccio", chitarrista cantastorie
e artista saccense venuto a mancare nel 2014.
Successivamente all'uscita del brano, il celebre locale "La Focaccia"
scelse di adottare il nome "Porta Vagnu" per rendere omaggio al brano e alla tradizione gastronomica saccense, proponendo un panino
che ancora oggi richiama l'identità del territorio.
Sciacca è un luogo da vivere, tra profumi, tradizioni e sapori tramandati nel tempo.
Come recita il brano Porta Vagnu "Na vota chi semu no ballu am'a ballari..."
ovvero "fin quando ci troviamo nel ballo della vita dobbiamo ballare" e questo incarna la
filosofia di vita condivisa dal popolo saccense.
Vivere e condividere, il cibo a Sciacca non è solo nutrimento...
la cucina costudisce lo spirito della sua gente:
assaporare ogni momento, la tradizione, i sapori e gli odori che Sciacca e i saccensi sanno ancora regalare e tramandare.